31.01.2008, 12:19 | L'UE dà ragione a Centro Europa 7, l'emittente italiana che dal 1999 non può trasmettere malgrado l'autorizzazione. E condanna automaticamente le frequenze di Rete4, che avrebbe dovuto traslocare le frequenze sul satellite ma che non l'ha mai fatto. Il regime italiano di assegnazione delle frequenze per le attività di trasmissione radiotelevisiva è stato infatti giudicato "contrario al diritto comunitario". Lo affermano i giudici della Corte di giustizia Ue del Lussemburgo: "Tale regime - sostiengono - non rispetta il principio della libera prestazione dei servizi e non segue criteri di selezione obiettivi, trasparenti, non discriminatori e proporzionati».
La sentenza fa riferimento ad una causa intentata da Centro Europa 7, società attiva nel settore delle trasmissioni radiotelevisive che nel 1999 aveva ottenuto dalle competenti autorità italiane un'autorizzazione a trasmettere a livello nazionale in tecnica analogica, ma non è mai stata in grado di trasmettere, in mancanza di assegnazione di radiofrequenze. Sarebbe stata Rete4 a dover cedere le sue frequenze, ma ciò non è mai avvenuto. Dopo una prima battaglia persa in sede amministrativa, Europa 7 aveva visto il Consiglio di Stato (dinanzi al quale la causa pende ancora) rivolgersi alla Corte di giustizia delle Comunità europee sull'interpretazione delle disposizioni di diritto comunitario relative ai criteri di assegnazione di radiofrequenze.
In Italia il piano nazionale di assegnazione delle frequenze non è mai stato attuato per ragioni essenzialmente normative, che hanno consentito agli occupanti di fatto delle frequenze di continuare le loro trasmissioni, nonostante i diritti dei nuovi titolari di concessioni. Le leggi succedutesi non hanno però liberato le frequenze destinate ai titolari di concessioni analogiche e anche impedito ad altri operatori di partecipare alla televisione digitale. Per questo, la Corte ha rilevato che tale regime "transitorio" ha cristallizzato "le strutture del mercato nazionale" e protetto "la posizione degli operatori nazionali già attivi su detto mercato". Di conseguenza, la Corte conclude che l'assegnazione in esclusiva e senza limiti di tempo delle frequenze ad un numero limitato di operatori esistenti, senza tener conto dei criteri citati, è contraria ai principi del Trattato sulla libera prestazione dei servizi.
questa volta, a differenza dell'assoluzione al processo SME di Berlusconi anche le emittenti ticinesi danno ampio risalto alla notizia che ora è addirittura in prima pagina sul sito ufficiale.
http://www.rtsi.ch/welcome.cfm?idCh...ion=25842#m2341














































