LUGANO - L'alta concentrazione di polveri sottili nel Sottoceneri preoccupa. La regione vive da tempo una situazione difficile e la vede svettare nelle classifiche svizzere delle zone più esposte al fattore inquinamento. Anche se è doveroso non creare allarmismi (non si può ancora parlare di incidenza maggiore di tumori nel Mendrisiotto rispetto ad altre zone del Cantone), è giusto capire le dimensioni di un fenomeno che ormai da anni preoccupa le istituzioni cantonali, la categoria dei medici, e le associazioni ambientaliste.
I medici, in tutti i casi, è da tempo che invitano a riflettere sul pericolo per la salute pubblica dovuta a una prolungata esposizione ad agenti inquinanti nell'aria e sono innumerevoli i convegni scientifici che in passato hanno affrontato il tema dell'impatto dello smog sulla salute della popolazione. Abbiamo interpellato Marco Pons, primario all'Ospedale Civico di Lugano e responsabile del servizio malattie polmonari, che ha risposto ad alcune nostre domande sul tema.
Dottore, il Sottoceneri è di nuovo confrontato con il problema smog...
"Bisogna premettere che il nostro Cantone presenta due problemi di fondo: un'autostrada molto trafficata che solca il Ticino da cima a fondo e allo stesso tempo un Mendrisiotto con particolari condizioni climatiche e di conformazione del paesaggio che facilitano il ristagno di agenti inquinanti. Sia d'estate che d'inverno".
Domanda scontata. Quali le conseguenze sulla salute della popolazione sottocenerina?
"Si sa con certezza che ogni qualvolta si riscontrano aumenti di concentrazione di polveri sottili nell'aria, sia a breve, che a lungo termine, inevitabilmente vi sono delle ripercussioni sulla salute a livello cardiopolmonare".
Da queste osservazioni cosa si può concludere?
"Sicuramente si può concludere che vi è un aumento della mortalità legata alle malattie cardiache e polmonari. Aumentano i problemi legati sia alle malattie coronariche, quali per esempio cardiopatie eschemiche (infarti e angina pectoris) sia a quelle legate al sistema respiratorio, come per esempio bronchiti e asma".
Lei osserva in questi giorni un aumento di casi di pazienti con problemi riconducibili alla situazione di smog?"In questo periodo bisogna considerare, oltre all'aumento delle concentrazioni di polveri fini nell'aria, anche un aumento del polline circolante. In tutti i casi, dato il basso numero di abitanti nel nostro Cantone, non possiamo parlare di riscontro reale. In città grandi come Milano non è da escludere che vi sia un aumento di numero di ricoveri per problemi legati alle vie respiratorie".
A livello globale si può comunque calcolare l'incidenza dell'inquinamento sulla salute pubblica nel Mendrisiotto?
"Sì. Nel sottoceneri la popolazione è esposta a medie annuali di particelle sottili di circa 30 microgrammi per metro cubo, mentre per il resto della Svizzera sono soltanto 20. Bisogna poi aggiungere che se l'esposizione media annuale a concentrazioni di particelle fini di oltre 30 microgrammi per metro cubo riguarda il 70% della popolazione del Mendrisiotto, questa scende, a livello svizzero, al 3%. Inoltre se il limite di 20 microgrammi per metro cubo imposto dalla legge è rispettato per il 59% della popolazione svizzera, nel Mendrisiotto ci fermiamo all'8% della popolazione. Questi dati dimostrano con certezza che da noi l'impatto è maggiore e la nostra esposizione più importante".
Questo cosa comporta?
"A lungo termine la speranza di vita con un'esposizione regolare a particelle fini diminuisce. Ciò si traduce in più casi di malattie cardiovascolari e tumori polmonari. A breve termine si può aggiungere che per ogni aumento di 10 microgrammi per metro cubo di particelle fini porta a un aumento generale del tasso di mortalità globale dello 0,2-0,6% e un aumento dell'1-1,5% di ricoveri per asma e bronchite cronica”.
Si può parlare di emergenza?
"Questa situazione la denunciamo regolarmente. Ci riproveremo in aprile, quando con l'ingegner Colombo del Dipartimento del Territorio e il Consigliere agli Stati Dick Marty ci incontreremo per un convegno nel quale cercheremo di sensibilizzare di più i politici a Berna sulla situazione particolare e difficile del nostro Cantone".
Insomma, più coraggio nelle scelte di politica ambientale anche a livello strutturale...
"Abito nel Mendrisiotto e ho notato oggi che gli automobilisti rispettano in linea generale i limiti degli 80 km/h imposti dal Decreto. Le misure di questi giorni servono, ma certamente non dobbiamo ricordarci del problema dell'inquinamento ambientale soltanto quando si riscontrano picchi di ozono o di polveri fini".
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