Attualmente un imponente riscaldamento in alta stratosfera non sembra avere effetti sull'alta troposfera ossia sullla fetta di atmosfera che più ci interessa per poter determinare il tempo meteorologico.
L'analisi stratosferica quest'anno aveva un occhio di riguardo soprattutto per determinare il momento di fragilità del Vortice Polare stratosferico. Fisiologicamente il calo di intensità comincia a manifestarsi da gennaio e quest'anno contro ogni previsione vi è stata una forte intensificazione del VP da fine dicembre.L'inverno che tendenzialmente sarebbe potuto essere come nella proiezione di fine anno e inizio 2007 è stato cosi scombinato da una profonda accelezione del Jet stream polare pilotato dalle depressione a nord estremamente vigorose. La situazione ha cosi provocato un profondo rimescolamento atmosferico che da una fase di stallo è passata ad una fase atlantica molto intensa con smantellamento di qualsiasi velleità anticiclonica di carattere termico in Europa.
Effetti???
C'è da sottolineare che la situazione vista particolarmente anomala, rimane in un contesto in cui l'emisfero settentrionale ha visto un brusco raffreddamento, provocando quindi un'inversione di tendenza rispetto alle ultime annate estremanente calde. Il probabile protagonista sembra essere la NINA ossia il fenomeno di raffreddamento delle acque tropicali dell'Oceano Pacifico, che quest'anno sembra essere ai livelli massimi mai raggunti. La situazione ha provocato imponenti ondate di freddo in varie parti dell'emisfero settentrionale, da annotare quelle in medio oriente e in Cina oltre a quelle vissute negli Stati Uniti d'America. L'Europa è rimasta in un limbo in cui le correnti più miti atlantiche hanno determinato il clima non particolarmente freddo.
Prospettive?
L'analisi muovendosi nell'ambito delle analisi sui modelli classici deterministici evidenzia un'imminente blocking anticiclonico in area nordatlantica che purtroppo appare temporaneo e presto assorbito dalle westerlies atlantiche. L'evidenza quindi mostra salda la cella anticiclonica che verrà messa in leggera crisi da un modesto sistema frontale verso metà settimana.La temporanea rimonta di alta pressione su meridiani sembra poter permettere ad una nuova perturbazione seguita da aria polare marittima di investire in maniera più decisa il mediteraneo all'incirca nei pressi del prossimo weekend che quindi potrebbe essere contraddistinto da maltempo e neve sui rilievi.
La tendenza quindi a medio termine è di una continua fase zonale ondulata con effetti non proprio invernali su di noi.
Io però non dichiarerei chiusa la parentesi invernale. A breve il fisiologico calo del VP che attualmentre i modelli vedono con prossima influenza sull'Atlantico(da qui un nuovo rinforzo delle correnti zonali atlantiche) dovrebbe provocare l'inizio di una fase più nervosa della circolazione in un contesto di zone a nord dell'emisfero ancora fredde. Rimangono ancora quindi le possibilità nella seconda decade di possibili blocking anticiclonici con posibili retrogressioni fredde. Ricordiamoci che il freddo intenso se non arriva da nord, arriva da nordest o est dato che le correnti altantiche polari se non supportate da un calo vistosodi latitudine delle westerlies , raramente riescono a portate ondate di freddo sulla penisola.
UN'altra considerazione, presto la circolazione potrebbe iniziare ad essere come ho detto nervosa in un contesto in cui anche la corrente a getto subtropicale inizierà a farsi vedere nel basso mediterraneo iniziando a trasportare caldo verso nord. Non escluderei quindi un fine inverno ed un inizio primavera piuttosto interessante..........
Zanardini Simone

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appassionato di meteorologia e fenomeni tropicali-collaboratore Meteogiornale
http://simonemeteotropicalpage.blogspot.com/


















































